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Apri Netflix, scrolli e alla fine non guardi niente. Bene, allora questo messaggio è per te. Non preoccuparti perché a salvarti arrivano Federico, Aldo e Fabrizio. Tre amici in triangoli d'Europa che da quasi cinque anni fanno una cosa sola. Divorare film e serie tv per dirvi cosa vale davvero il vostro tempo.
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Ogni settimana recensioni, interviste e discussioni tra amici. E una volta al mese anche i nostri consigli su cosa guardare, cosa evitare tra le uscite del momento.
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E allora cosa aspetti? Cerca spin-off un podcast di recensiere e non perderti il prossimo episodio.
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Quando un caso sembra chiuso, è lì che inizia a ossessionarti davvero. Io sono Giada e in Giada Crime racconto storie di cronaca nera, seguendo ogni dettaglio finché tutto prende forma. Cerca Giada Crime ora.
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L'appartamento è al terzo piano, è notte e un grido entra in questa notte al punto tale da svegliare le persone che sono nel palazzo di fianco.
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è il 14 luglio del 1993 siamo a Todi in via Cortesi 131 è il caso di Maracalisti ed è una storia veramente difficile da comprendere perché sappiamo tutto quello che è successo dopo il grido ma non sappiamo bene tutto quello che è successo prima del grido questa è una storia che mi avete chiesto in diversi e cioè Giuseppe Carra, Giacomo Pagina, Michela Vitantonio, Andrea Scala, Fataromi, Rosi Rampino e Serena.
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E quindi, come sempre, cominciamo dall'inizio.
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La mattina del suo ultimo giorno Maracaliste è insolitamente elegante. arriva al lavoro un po' in ritardo alle 10, esce alle 13. La sorella, passando da casa alle 15, la trova lì nella casa di via Cortesi. Alle 17 è di nuovo al lavoro e nesce alle 20 e 30. Il padre è già arrivato, casa alle 19 e 30 circa.
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dopo aver cenato il padre va a trovare la cognata che non abita molto lontano da lì mentre Mara invita a casa per un caffè una chiacchiera la vicina la signora Lucia quando il padre torna verso mezzanotte sono ancora lì e dopo poco Lucia se ne va racconterà che la conversazione si era normalmente sviluppata L'unica cosa degna di racconto, di essere messa in una deposizione, era una telefonata che era arrivata sul fisso di casa, tenete conto che Mara non aveva ancora il cellulare, una telefonata che era arrivata sul fisso di casa breve alla quale lei aveva risposto circa verso le 23.30.
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Così il padre e Mara vanno a dormire in realtà in tempi diversi perché Mara va a dormire dopo in quanto che si ferma un po', si mette un po' a vedere la televisione. All'una e mezza il padre si alza, spesso a quell'ora prende latte e biscotti, ma non lo fa in quella calda serata. Va in cucina, si prende un bicchiere d'acqua e torna a letto.
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nella camera di mara c'è solo buio e silenzio da qui in poi i tempi diventano importanti il palazzo ha tre piani sei condomini ed è senza ascensore ore 2 e 15 l'inquilino del primo piano e la moglie rientrano a casa vanno a dormire alle 3 e 10 non sentono nulla né vedono nessuno nel piazzale antistante il palazzo ore tre il signor ulisse del secondo piano e sveglio non riesce a dormire e sveglio anche roberto perni 24 anni struttura di bodybuilding e ballerino che non riesce a prendere sonno abita in una traversa di via cortesia di alcune centinaia di metri ore tre e quaranta circa maracalisti entra in camera del padre accende la luce e dice più o meno babbo guarda cosa mi hanno fatto Stessa ora, il signor Ulisse sente un botto, come di qualcosa di pesante che cade, si sveglia anche sua moglie Liliana.
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Il botto è Mara che è caduta sul pavimento mentre il padre stava cercando di prenderla. Mario, sveglio di soprassalto, guarda la figlia e non capisce subito quello che è successo.
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In realtà Mario è daltonico e non capisce subito che quello che c'è sul petto della figlia e sangue per lui è una macchia nera si deve avvicinare dopo che lei è caduta per capire immediatamente che è successo qualcosa di drammatico cerca di tamponare il sangue cerca di fare qualcosa urla apre la porta di casa e si mette a urlare me l'hanno ammazzata aiuto aiuto svegliando tutto il palazzo praticamente poi entra anche in camera di mara per cercare di capire che cosa è successo immaginatevi uno che di notte viene svegliato così dal nulla da una situazione così completamente drammatica si sveglia il dirimpettaio romolo si sveglia addirittura il signor filippo del palazzo di fronte gli inquilini di via cortesi 131 cominciano a salire e scendere le scale il signor ulisse e la moglie escono di casa trovano la luce delle scale accesa già accesa ed entrano in casa calisti vedendo che mara non ha polso perde molto sangue da una ferita al petto Anche Anna Maria del primo piano entra, così come Lucia del secondo.
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Vedono gocce di sangue che vanno da una stanza all'altra, dalla camera di Mario a quella di Mara. Il letto di Mara è semidisfatto, la luce è accesa. L'ha accesa Mario appunto quando è entrata per controllare. Gli occhiali che portava sempre sono poggiati su un libro che si trova vicino il comodino.
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ma dal centro della stanza in poi partono delle gocce di sangue una lunga strada di gocce di sangue anche roberto perni nel momento in cui non riuscendo a dormire esce di casa sente chiedere aiuto cioè le gride di mario si trova al cancello di casa sua e sono le 3 41 perni abita a 650 metri dal palazzo del delitto ore 3.55 è l'orario in cui un condomino chiama l'ambulanza ore 4.10 arrivo dell'ambulanza con un autista e un infermiere perni da loro una mano a orientarsi e caricare il corpo Quello che portano via però è già un cadavere, l'infermiere non se ne accorge.
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Il risultato è quello di alterare ulteriormente la scena del crimine che già è stata alterata dalle persone che, a parte Mario che si è mosso per l'appartamento, sono entrate subito dopo le gride che ovviamente finiranno con il toccare, spostare, insomma tutto naturalmente in perfetta buona fede. C'è un errore che viene commesso nell'immediato dai carabinieri ed è quello di scambiare il tutto per un suicidio. Questo secondo me è avvenuto per due motivi.
07:33
Il primo è che è parso incredibile a tutti che si potesse trattare di un'aggressione compiuta nei confronti di Mara dentro casa con la porta chiusa. Quindi nella veramente difficoltà mentale di concepire una situazione del genere si è probabilmente pensato sulle prime che potesse essere un suicidio, per quanto stranissimo.
07:56
Su questo si va a sommare il fatto che quando verso le 5 la sorella di Mara Rita arriva in ospedale anche lei non riuscendo a concepire un'aggressione dice che cosa hai fatto al cadavere della sorella. Ecco fatto sta che comunque questa primissima impostazione sarà un danno per le indagini.
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Mara ha lasciato giurisprudenza a sette esami della laurea, fa la segretaria in uno studio legale di Todi e insieme fa l'operaia in una cooperativa di pulizia a Marsciano, due lavori per fare uno stipendio in pratica.
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E poi c'è l'impegno nel Partito Comunista, che da due anni è diventato PDS, la passione per il trekking, l'alpinismo nel club alpino italiano, a 36 anni.
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Porta occhiali spessi per via della sua miopia e del suo astigmatismo. È una giovane donna che veste in maniera molto informale, con i capelli sempre arruffati. Ma nonostante sia piccolina, supera di non molto il metro e mezzo, Maracalisti è un tipo tosto. È veramente un tipo tosto. Se ne accorgono tutti quelli che fanno una discussione con lei, dai familiari agli amici, eccetera, eccetera. cioè una che se prende il punto su qualche cosa è veramente difficile da spostare da dove si trova quindi è una che insomma come dire tiene le sue ragioni in conto argomenta bene insomma ti lascia poco scampo nelle discussioni quindi è anche una persona con la quale si possono avere dei contrasti e l'elemento dei contrasti in particolare quello dei contrasti eventuali in famiglia sarà uno dei temi proprio di questa inchiesta di questa indagine Mara ha una relazione e Rita, la sorella, ha rivelarla da subito.
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Lui si chiama Massimo Cappelletti, è il direttore del laboratorio di analisi dell'ospedale di Todi, ha vent'anni più di lei e, ahimè, è sposato con figli.
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Questo fa sì che la loro sia una relazione segreta.
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È segreta perché Cappelletti non vuole che questa storia vada in giro. Todi è un posto molto piccolo per cui praticamente basterebbe poco per far circolare le voci dappertutto e lui non vuole mettere in discussione il suo matrimonio. si incontrano dove possono quando possono spesso sono complici proprio le gite in montagna per la loro comune passione per l'alpinismo per la montagna per le passeggiate si incontrano per esempio nella casa di campagna dei calisti a romazzano o in quella di lui a monticelli ma non si incontrano mai a todi ok tant'è vero che quando si incontrano per strada lui fa finta proprio di non conoscerla non la saluta nemmeno a questo punto vi starete chiedendo ma Mara come fa a stare dentro una storia del genere insomma ognuno fa le sue scelte per quanto possa sembrare incomprensibile lei era innamoratissima di quest'uomo che era un po' l'uomo della sua vita e si accontentava in qualche modo di ciò che le dava in buona sostanza le briciole di una relazione vera e propria.
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Se lo faceva bastare, si erano anche lasciati, credo che lui l'avesse lasciata, sì, qualche tempo prima, però poi l'aveva ricercata, erano tornati insieme, avevano ripreso a vedersi la storia. Tutto questo lo sappiamo perché c'è la sorella che raccoglieva tutte le confidenze di Mara. Tutta la faccenda andava avanti da cinque anni.
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Nel febbraio precedente, nel febbraio di quell'anno 1993, Mara è rimasta incinta di Cappelletti.
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Ma lui non l'ha nemmeno saputo. Perché lei non gliel'ha nemmeno detto. Forse perché temeva di perderlo. O forse perché anche, per un insieme di ragioni insomma, perché temeva, probabilmente non voleva creargli problemi. Non voleva creargli problemi. o aveva anche paura che insieme a questo che lui l'avrebbe lasciata se avesse saputo di questa cosa così senza dire quasi niente a nessuno o comunque a pochissimi aveva deciso di abortire e poi c'è il padre di mara mario che è l'altra persona presente in casa in quella drammatica notte mario calisti ha 73 anni ha fatto la guerra è stato prigioniero in africa ha lavorato in una fornace poi ha avuto un infortunio e si è trasformato è diventato un bidello ha perso la moglie quindi mara ha perso la madre l'anno prima nel 1992 C'è anche la sorella, appunto, Rita.
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Rita è un medico, è sposata, con figli, quindi diciamo è più inquadrata di Mara.
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I carabinieri appurano che ci sono state, ci sono, al momento della morte di Mara Calisti, delle divergenze in famiglia. Allora innanzitutto il padre formalmente non sapeva nulla della relazione con Cappelletti anche se in realtà lo sapeva e disapprovava questo tipo di situazione nella quale si era trovata la figlia e nella quale voleva stare la figlia.
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Poi c'è anche il fatto che avevano comunque delle divergenze politiche, padre più all'antica, figlia più moderna, quindi scoppiavano alle volte delle liti, magari un'osservazione su un fatto, una cosa che è successa, due punti di vista completamente differenti. Poi c'era anche il fatto che dopo la morte della moglie l'anno prima Mario Calisti sembra fosse un po' depresso, un po' taciturno e quindi questo contrastava invece con la voglia di autonomia e di indipendenza che aveva Mara, 36 anni.
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che voleva andare a vivere da sola per la verità ci aveva pure provato era durata pochissimo questa cosa il padre aveva detto la celebre frase che si dice spesso in questi casi se esci da quella porta non rientri più e quindi alla fine lei era ritornata sui suoi passi tutte queste situazioni insomma alla fine indicano un possibile quadro di conflitto però bisogna capire l'entità del conflitto della sorella Rita che ci aiuta a capire che in realtà sì c'erano degli scontri su questi argomenti però non è che c'era uno stato di lite di guerra fredda o calda tramara E Mario, cioè non è che non si parlavano, si sbattevano le porte, insulti, urla, uno stato perenne di agitazione, di nervosismo, non era questo.
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C'erano dei momenti in cui entravano in conflitto, però poi le liti si ricomponevano.
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Secondo i movimenti dei condomini, così come sono stati ricostruiti dei carabinieri, la morte di Mara Calisti avviene tra le 3.43 e le 3.53 di quella notte.
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La porta di casa non appare forzata, le finestre non appaiono forzate. A dire il vero, Mario, che è l'unico che è in grado di dire qualcosa, nel suo stato di shock comunque, non si ricorda bene se quella notte la porta di casa fosse stata semplicemente accostata, chiusa insomma con lo scrocco o chiusa anche con le mandate della serratura. Questo non se lo ricorda.
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Non sempre chiudevano a chiave, insomma, con le mandate e qualche volta addirittura capitava che in vari momenti della giornata si dimenticassero proprio le chiavi fuori dalla toppa, ok?
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E ogni tanto arrivava qualche condomino che parla tutti amici lì dentro, insomma. che li rimproverava dice ma adesso ho lasciato un'altra volta le chiavi fuori comunque quella notte le chiavi fuori non erano state lasciate questo è sicuro tutti i mazzi infatti si trovano al loro posto quello di Mario si trova dove si dovrebbe trovare quello di Mara è in camera sua la vicina di casa ha quella sempre del del caffè dopo cena ha le sue chiavi e la sorella rita ha le sue chiavi quindi non c'era nessun mazzo in giro diciamo in qualche punto dove non avrebbe dovuto essere l'arma del delitto è un cacciavite o forse un coltello appuntito insomma Ma di sicuro è qualcosa che è penetrato per 8,5 cm circa dalla regione sovramammaria destra perforando la orta pericardica con una piccola ferita triangolare.
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La causa della morte è uno shock emorragico fatale.
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Il colpo è stato vibrato dal basso verso l'alto ed è molto obliquo. Ha causato un immediato calo pressorio.
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Mara è riuscita praticamente a fare solo i 10 metri che vanno dal centro più o meno della sua camera alla camera del padre dove appunto è caduta per terra non si trova in casa nessun oggetto che possa essere compatibile con quel tipo di ferita la stanza di Mara è quella in cui è stata colpita è molto disordinata ma lei era sempre disordinata non ci sono segni di lotta non ci sono ecchimosi e ferite sul corpo di lei non c'è stata quindi nessuna colluttazione un colpo e basta vibrato al centro della camera di lei come dimostrano poi come dimostra quel lungo gocciolamento di sangue di 10 metri che porta fino alla camera del padre attraversando l'appartamento al momento dell'aggressione Mara è in piedi d'altronde se fosse stata sdraiata e fosse stata colpita mentre si trovava sul suo letto con quel tipo di ferita e di emorragia interna non avrebbe avuto proprio la forza per alzarsi e fare quel breve percorso che è riuscita a fare la posizione delle coperte il fatto che gli occhiali si trovassero non l'indossasse al momento in cui è caduta per terra suggeriscono proprio questo tipo di dinamica indossava slip reggiseno una
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collana con cinque fili di corallo rosso orecchini orologio un anello Nel sangue non c'è alcol, non ci sono droghe, non ha avuto rapporti sessuali recenti, non è incinta, non c'è stata nessuna violenza sessuale.
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Da casa non manca nulla. Alcune gocce di sangue che si trovano in un cassetto della cucina all'interno del quale ci sono buste di plastica e buste per il pane, sulle prime sono ingannevoli. Perché quel sangue risulta essere di Mara, quindi questo farebbe pensare che l'assassino si sia recato lì, sia andato in cucina, abbia fatto qualcosa insomma con quel cassetto. In realtà però quelle gocce di sangue sono già secche, sono vecchie e quindi evidentemente devono risalire a qualche altra qualsiasi situazione.
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nella quale Mara si sarà procurata un taglietto in cucina quindi prendiamo queste gocce e togliamole di mezzo prima che ci fanno fare confusione Attenzione, le tracce di sangue sulla maniglia della porta d'ingresso dell'appartamento, sul pavimento, sulle due porte che ci sono durante il percorso tra la camera di Mara e quella di Mario, sugli interruttori della luce, sulle lenzuola del letto di Mario, sono tutte di Mara. Non ci sono impronte digitali di estranei.
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Non se ne esce. c'è subito un enorme problema tutta la gente che è entrata non è che siano entrati tutti i condomini ma una parte di loro sicuramente sì e per quanto abbiano cercato di non passare di non mettere i piedi o le pantofole insomma sulle le ciabatte insomma su quelle tracce di sangue e beh sicuramente tutta quella gente è entrata per casa mario si è spostato nel panico più totale e Quindi poi sono arrivati quelli dell'autista, l'infermiere, poi sono arrivati i carabinieri, insomma il mondo è passato per quell'appartamento e quindi tra una cosa e l'altra la scena del crimine è stata C'è chi ha aperto una finestra per far entrare l'aria, c'è chi si è sporcato le mani toccando una maniglia insanguinata e poi è andato a lavarsi in bagno.
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È difficile ricostruire tutto quello che è stato toccato o spostato quella notte, anche involontariamente. Tra l'altro sulle prime non si pensa al fatto che, come vi dicevo, si possa essere trattato di un'aggressione, cioè di un omicidio. Il risultato pratico è che dalle 4 ore di intervento, più o meno di tutte quelle persone dentro casa, al momento in cui l'appartamento viene chiuso, passano 6 ore.
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Quindi i sigilli vengono messi alle 10 e i rilievi scientifici vengono effettuati alle ore 12.
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Hai presente quando scopri che dietro un avvenimento c'è qualcosa che nessuno ti ha mai raccontato? Io sono Angelo Soro e con Ombre Italiane racconto i capitoli più oscuri della nostra storia repubblicana. I tentativi di golpe, le stragi, i depistaggi, le reti di potere che hanno attraversato la nostra storia recente. Solo fatti documentati, ricostruiti con rigore.
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Alle 6.45 di quella mattina però i carabinieri vanno subito a suonare alla porta di Massimo Cappelletti, il quale, visto che si era premurato tanto di nascondere la relazione, adesso se la ritrova su tutti i giornali.
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Massimo Cappelletti però nega, non è che può negare di conoscere maracalisti, dice sì siamo entrambe iscritti al CAI, facciamo le escursioni, le gite, le cose, ma nega qualsiasi tipo di coinvolgimento sentimentale e sessuale. Quando invece ci sono tutte le dichiarazioni, per esempio, della sorella di Rita, calisti che individuano i luoghi i tempi le situazioni di quella relazione ecco quindi in questo momento la relazione diventa di dominio pubblico massimo cappelletti l'ha sempre negato e continuato a negare quel tipo di situazione dice che l'ultima volta si sono visti l'11 luglio quando hanno passeggiato a col fiorito dice che quella notte, la notte del delitto, lui si trovava a casa a dormire con tutta la famiglia.
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Ovviamente la famiglia conferma, sappiamo che le dichiarazioni dei familiari valgono un po' come il due di coppia a briscola, però Massimo Cappelletti esce rapidamente di scena e sinceramente sono perfettamente d'accordo.
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Per fare sì che Massimo Cappelletti volesse uccidere mara calisti si doveva infatti verificare la situazione per la quale lei diventasse un pericolo ok ma mara non aveva nessuna intenzione di essere un pericolo per lui non gli aveva nemmeno detto di essere incinta cioè lui lo scoprirà dopo non gli aveva detto nulla, quando lui l'aveva lasciata non è che gli aveva detto o me o tua moglie, assolutamente proprio niente, non lo aveva mai messo in difficoltà, non lo aveva mai pressato, non gli aveva mai chiesto di scegliere, aveva accettato quel tipo di situazione senza chiedere di più di questo anche se poi se fosse venuto naturalmente sarebbe stata felicissima ma insomma questo per farvi capire che Mara non poteva costituire nessun ostacolo nessun problema per Cappelletti non poteva essere insomma in nessun modo un pericolo per lui anzi addirittura proprio per tutelarlo non lo aveva mai fatto venire nella casa di via cortesi dove lui non c'era mai stato praticamente quindi figuriamoci se poteva avere senso che nel pieno della notte lui lasciando tutta la famiglia a casa poteva aver sgattaiolato fuori per introdursi nella casa che poi sarà teatro del delitto insomma una pista che
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viene rapidamente abbandonata e sono perfettamente d'accordo.
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Passano i mesi e il 15 novembre del 1993 chi viene indagato per omicidio? Mario Calisti! La procura pensa che se il suicidio non può essere fatto accidentale nemmeno prova che qualcuno sia entrato in casa non ce ne sono e allora non resta che il padre. Ma...
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Il 19 febbraio del 1996, cioè circa due anni e mezzo dopo, Mario Calisti viene scagionato. E sì, perché d'altronde non c'è l'arma del delitto, non si capisce quale dovrebbe essere stato il movente. E poi c'è un'altra cosa assurda, ve ne sarete accorti anche voi, in una ipotesi del genere, ma perché? Perché?
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la vittima avrebbe dovuto camminare ok proprio verso la stanza dell'assassino il 28 gennaio del 1999 sono passati altri tre anni c'è un nuovo pubblico ministero il quale cercando di capirci qualcosa chiede un'analisi delle tracce ematiche al professor Antonio Jesurum e la nuova perizia è esplosiva Secondo questa perizia, Mara, secondo questa perizia sulle tracematiche, Mara è stata portata, non è andata, è stata portata dalla camera sua alla camera del padre dell'assassino che l'ha portata in braccio.
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Lui poi addirittura in questa perizia, per spiegarsi meglio, evocherà la pietà di Michelangelo, per far capire un po', diciamo, il tipo di situazione, no?
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Quindi chi è che può aver portato da una stanza all'altra il corpo se non Mario Calisti si torna quindi a indagare per omicidio Mario Calisti.
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C'è un particolare che colpisce molto gli esurum e cioè che sotto i piedi di Mara non c'è sangue, lei si è mossa scalza, in pratica non ha calpestato il suo stesso sangue che pure perdeva dalla ferita e che defluiva per gocciolamento.
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e devo dire che però lui non ha usato la BPA oggi BPA da tutte le parti non usò la BPA per il semplice motivo che nel 99 la BPA non era ancora arrivata in Italia è una cosa di cui si parlerà un paio d'anni più tardi con il delitto di cogne e in quel momento lui usa una tecnica simile ma non esattamente quella perché non era ancora arrivata nel nostro paese è la stessa spiegazione che darà durante una puntata di blu notte silio bozzi e che cosa dice silio silio da esperto della polizia scientifica dice che c'è un'irregolarità nella distribuzione delle tracce matiche nel percorso tra la stanza di mara e la stanza di mario queste gocce infatti hanno che acquistano, cadono molto più intensamente ogni volta che c'è un ostacolo, cioè una porta.
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Mara deve aver attraversato due porte, cioè la porta della sua stanza e poi lo spazio dove c'era la porta che divideva zona giorno e zona notte. Durante questo percorso si nota chiaramente, si vede dai rilevi dei carabinieri che c'è molto sangue proprio con una forma di mezzaluna, di grossa mezzaluna in corrispondenza di ogni porta e quindi anche lui arriva.
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Alla stessa conclusione l'assassino ha preso in braccio la povera Mara e ogni volta che doveva arrivare una porta, siccome chiaramente non ci poteva passare dritto per dritto, ha dovuto fare una rotazione su se stesso per far passare di traverso Mara, attraverso lo spazio delle porte e quindi ha lasciato per proiezione queste tracce a forma di semicerchio.
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Al professor Jesurum risponde un luminare della medicina legale che è il professor Giusto Giusti che è della difesa di Mario Calisti. Il professor Giusti fa osservare che per essere stata presa in braccio Mara significa che prima doveva essere caduta al suolo. e al centro della stanza di Mara dove è stata aggredita non c'è nessuna prova ematica che lei abbia stazionato sul pavimento almeno per un po' poi dice ma non è vero che in assoluto non c'è per niente sangue sotto i piedi di lei e fornisce diciamo la prova visiva di questo fatto e insomma lui non è assolutamente d'accordo su quello che dice Jesurum anche perché dice non esiste in letteratura la prova che una persona che subisca pure una lesione così grave non riesca a sopravvivere per un tempo estremamente limitato quindi anche lui ritorna su quei 30-50 secondi ma dice non è che sia un tipo di coltellata che determini la morte immediata del soggetto.
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E che cosa fa? Il Gup Micheli, alla fine, dopo aver esaminato tutto questo, dirà che credere a quello che sosteneva il professor Jesurum sarebbe stato un atto di fede, perciò sposa la ricostruzione del professor Giusti e quindi decide di non rinviare a giudizio Mario Calisti. E qui finisce l'indagine.
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Allora, innanzitutto non è un suicidio. Non è un suicidio sia perché Mara non aveva nessun motivo per suicidarsi, ma poi anche perché dovete pensare che infliggersi un colpo del genere ci vuole...
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una forza veramente veramente notevole non ho mai visto nessuno uccidersi con un cacciavite e non so se lo vedrò mai ma in ogni caso poi colpirsi in un punto come questo è qualcosa di veramente veramente sia scomodissimo proprio come posizione poi ci vuole dovete capire che ci vuole una forza enorme una forza enorme per usare un'arma impropria e causarsi una lesione fatale che poi non è nemmeno diciamo così scontato che colpendosi in una zona del genere uno vada a causare una lesione del genere allora perché non dall'altra parte che c'è il cuore ecco scartiamo subito il suicidio poi è abbastanza evidente che avremmo dovuto trovare quest'arma che io dico potrebbe essere un cacciavite sul pavimento della stanza di mara e non c'è sì potremmo pensare che il padre per la vergogna del suicidio abbia nascosto l'arma nell'immediatezza sono cose che alle volte sono successe però è pure vero che quando ti incriminano due volte per omicidio e sei innocente alla fine ti sfiati e dici non è così perché le cose sono andate in un'altra maniera quindi prendiamo il suicidio e togliamolo di mezzo c'è anche chi in maniera secondo me estremamente creativa ha supposto
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che si possa essere trattato di un fatto accidentale cioè che Mara sempre con un cacciavite qualcosa del genere magari si è svegliata con la notte i fili di perle le davano fastidio della chiusura a qualche cosa si mette ad armeggiare le parti male questo cacciavite e si causa questa ferita fatale secondo me non ha nessun senso innanzitutto per quale motivo una persona al buio di notte dovrebbe prendere un cacciavite e al centro della stanza mettersi ad armeggiare con la chiusura di una collana che veniva portata indifferentemente tutto il giorno con il caldo e senza il caldo.
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Secondariamente avremmo dovuto trovare questo mezzo per aprire la collana, supponiamo sempre il cacciavite, sempre sul pavimento.
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E che senso aveva spostarlo? Che senso aveva ripulirlo, toglierlo? Non implicava un omicidio, non implicava un suicidio, quindi se non implicava niente di tutto questo, dove stava il problema a lasciarlo lì dove era? Non c'era. Ecco, anche qui poi...
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torniamo sempre al discorso di prima, ci vuole veramente una forza enorme per causare una ferita del genere, e inoltre, se la ferita è intercostale, mi dovete spiegare che senso ha, cioè come ci arrivo io da qui a qui, evidentemente neanche questa può funzionare.
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I cappelletti li abbiamo scartato, d'accordo? Aggiungo semplicemente che non ha senso che, dopo non averlo fatto entrare per cinque anni dentro casa, Mara improvvisamente lo faccia entrare di notte, alle tre e mezza di notte, dentro casa, con il rischio che il padre si svegli e non la prende in maniera assolutamente amichevole e combini un bordello che alla metà basta. Insomma direi che questa ipotesi la possiamo scartare tranquillamente.
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Abbiamo tre possibili soluzioni da esaminare. Il padre, che dobbiamo comunque prendere in considerazione perché fino adesso non l'abbiamo fatto, è un ospite sconosciuto, non Cappelletti ma un altro.
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oppure un ladro. Vediamo queste tre ipotesi una dopo l'altra e cominciamo dal padre, cioè da Mario Calisti. Innanzitutto va detto che nessun vicino ha sentito una lite tra Mara e Mario quella notte. Il signor Giuseppe del piano di sotto ha il sonno leggero e non ha sentito niente di tutto questo. Ma poi alla fine perché discutere a notte alta di che cosa? Quale tensione poteva essere così urgente?
35:59
mara che voleva andare via di casa e vabbè ma per una cosa del genere uno si alza nel cuore della notte alle tre e mezza senza dire né a né b prende un cacciavite entra in camera della figlia non ci litiga nemmeno le pianta un colpo in mezzo al petto e voi capite che non c'era nessun contrasto che giustificasse una cosa del genere nessun stato di tensione così potente ma se anche fosse successo è tutto quello che c'è dopo che non ha senso Allora i tempi, i tempi innanzitutto.
36:35
Mario colpisce la figlia, pulisce e nasconde l'arma a tempo di record, la trasporta Mara in camera sua per dire che c'è entrata lei da sola e poi chiama i soccorsi.
36:47
Ora notate l'enorme contraddizione tra compiere un omicidio che è quasi un omicidio volontario praticamente, nascondere l'arma, inquinare la scena del crimine, alterarla, e poi chiamare i soccorsi, con il rischio, non essendo lui un medico, non essendo in grado di valutare il tipo di lesione, che la figlia sopravviva e lo denunci per omicidio ma c'ha senso no non ha senso ma c'è di più mario per fare tutte queste cose per portare la figlia dovrebbe essersi macchiato di sangue la maglietta la canottiera quello che aveva ma anche imbrattamento delle braccia delle mani delle gambe del ventre e quindi dopo aver fatto tutto questo ok lui che cosa fa si pulisce si deve spogliare completamente nascondere i vestiti prenderli farli sparire lavarsi e lavarsi bene che è quasi una doccia in quelle condizioni perché il sangue lo sapete è un liquido maledetto che tende a non andarsene in nessun modo è veramente il liquido della vita è tenace e quindi Mario non solo si deve pulire ma deve far sparire questi vestiti che di fatto non ha trovato nessuno E poi, ma scusate, ma Mario ha 73 anni, ma siamo sicuri che abbia la forza, non dico tutti
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i 73 anni, ma lui, siamo sicuri che aveva la forza per sollevare Mara da terra e portarla per 10 metri?
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Siamo sicuri che aveva la forza per tirare un colpo così violento come quello che è stato inferto alla figlia?
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inoltre l'ipotesi di mario assassino non ci spiega il sangue sul lato interno delle porte se l'assassino il padre queste porte no cioè come vi ho detto quella tra zona giorno e zona notte e quella della camera di mara e se l'assassino e lui deve averle aperte all'andata andando in camera della figlia perciò al ritorno mentre la portava in braccio doveva trovarle già aperte e se erano già aperte come ha fatto a macchiarle sul lato interno cioè nella direzione dell'apertura dalla parte delle maniglie col sangue di Mara?
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Ed eccoci all'ospite sconosciuto. Per l'ospite sconosciuto valgono le stesse osservazioni di prima, e cioè Mara non avrebbe mai fatto entrare di notte una persona del genere, chiunque gli fosse proprio una persona, con il rischio di ritrovarsi a litigare con il padre che su queste cose non era affatto liberale, come vi ho detto, era un uomo all'antica.
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Ma c'è anche da osservare che poi sto sconosciuto che fa entra, non litiga con lei, da un momento all'altro prende, le tira un colpo al petto e se ne va.
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Ma c'ha senso una cosa del genere? Non lo so. La lite, come sapete, non è stata sentita da nessuno dei vicini, quindi non c'è stata neanche una lite, ma c'è stato un colpo dato a secco, dal nulla praticamente, che è poi il colpo fatale.
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senza tenere conto che non aveva senso farlo venire quella notte. Quella notte era ampiamente previsto che ci sarebbe stato Mario in casa, mentre la notte prima e anche la notte dopo già si sapeva che il padre non avrebbe dormito nella casa di Todi, ma in quella di Romazzano. Quindi, se anche Mara voleva far venire qualcuno, era libera di farlo la sera prima o la notte prima e la notte dopo, ma non proprio quella
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Quando un caso sembra chiuso, è lì che inizia a ossessionarti davvero. Io sono Giada e in Giada Crime racconto storie di cronaca nera, seguendo ogni dettaglio finché tutto prende forma. Cerca Giada Crime ora.
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Se ti piacerebbe leggere le microespressioni facciali e la comunicazione non verbale, io mi chiamo Sonny Zanon e sul mio podcast Detective Skills, analisi microespressioni, parlo proprio di questo. Analizzo la comunicazione non verbale di personaggi famosi ed eventi di cronaca in modo da capire quello che provano veramente anche se non ce la vogliono dire.
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E allora vediamo le ipotesi del ladro. Il giorno prima di quello del delitto c'era stato un bel trasloco di mobili dalla casa di via Cortesi a quella di Romazzano, per cui è stato ipotizzato che qualcuno osservando questo potesse aver pensato ah vabbè, quindi io entro e trovo la casa vuota, posso rubare.
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Oppure, aggiungo io, Un ladro è entrato proprio di sua iniziativa, anche senza aver osservato questo visibile spostamento di mobili.
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Con una radiografia apre il portone. Era un portone tra l'altro molto rumoroso a chiudersi, però lui lo apre, lo riaccompagna.
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Prova ad aprire tutte le porte degli appartamenti con la radiografia, ma tutti i condomini magari hanno chiuso a chiave, con il chiavistello, con le chiavi.
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per cui lui non riesce a entrare.
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Supponiamo adesso che l'unica porta che lui riesca ad aprire sia proprio quella del terzo piano, dove stanno i calisti. I calisti che, come abbiamo visto, così tanta attenzione alla sicurezza non è proprio che ce l'abbiano. Per cui può essere che quella notte non hanno chiuso a mandate, ma abbiano semplicemente accostato con lo scrocco. Il ladro entra silenziosamente.
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La prima stanza da letto che si trova davanti, ancora in zona giorno, è quella di Mara.
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Entra, ma nel disordine della stanza di Mara urta qualcosa.
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Mara si alza e si trova di fronte a questa persona. Perché dico che è entrato dalla porta? Perché noi sappiamo che le finestre non sono state forzate e inoltre la serranda della camera di Mara era abbassata. Mara si trova di fronte a questa persona, ok? Probabilmente, svegliandosi sulle prime, cosa avrà pensato? Che era entrato un attimo il padre per chissà quale motivo.
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Ma questo ladro qui non è uno di quelli che, non appena si vedono scoperti, scappano immediatamente, ma ha una reazione violenta e alle volte capita. E ha in mano questo cacciavitone, di quelli magari per far saltare qualche lucchetto, qualche cassetto, eccetera, e la colpisce al petto.
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Dopodiché fugge senza aver avuto il tempo di prendere nulla.
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perché Mara non ha gridato? Non ha gridato perché all'inizio ha pensato che quello fosse il padre, poi quando è stata colpita, è stata colpita proprio in quell'attimo che è il tempo di reazione, quel secondo che intercorre tra il rendersi conto che ci si trova in una situazione di pericolo e il reagire a quella situazione di pericolo, è quel secondo per esempio che corre tra quando vediamo che qualcuno sta inchiodando davanti e È il momento in cui schiacciamo il freno. Ecco, non ha avuto il tempo di gridare.
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Colpendola con quel cacciavite, il ladro le ha procurato quella piccola ferita di forma triangolare.
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A questo punto, la chiave del mistero è tutta in quei dieci metri tra la camera di Mara e la camera di Mario. La chiave del mistero è tutta in quei venti passi.
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Andando via, il ladro però ha la freddezza di fare due cose, così come ha avuto la freddezza di colpire Mara immediatamente. La prima cosa che fa è lanciarsi dietro la porta della camera di Mara. Non è che la chiude.
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se la lancia semplicemente dietro ok perché lo fa per guadagnare tempo è lo stesso motivo per cui si tira dietro anche la porta di casa può sembrare un azzardo fare una cosa del genere ma lui deve guadagnare tempo perché si trova in una terra straniera cioè si trova in un appartamento in cui non deve vederlo nessuno lui non sa che esito ha avuto il colpo che ha sferrato la ferita l'ha uccisa non lo sa non sa quello che accadrà un secondo dopo non sa se mara griderà se avrà la forza di farlo quindi lui deve mettere dello spazio tra se stesso e quella aggressione che ha appena compiuto si lancia dietro una porta si chiude dietro l'altra corri via per le scale Nel frattempo Mara si comincia a muovere verso la camera del padre e si trova davanti la prima porta, cioè quella della sua camera da aprire, poi c'è la porta tra zona giorno e zona notte, quella era già chiusa di suo, l'avevano chiusa loro e va bene così.
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Intanto il ladro sta fuggendo via per le scale, d'accordo? Il ladro sta fuggendo via e non lascia impronte digitali per il semplice motivo che tutto quello che ha toccato è la maniglia della porta di casa e la maniglia della stanza di Mara. Ma le maniglie di casa non le pulisce mai nessuno.
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Sono quelle su cui si accumulano le impronte se e quando si lasciano delle impronte. perché non è affatto scontato lasciare un'impronta su una maniglia, dipende dalla forma della maniglia, da come la impugniamo, eccetera. Insomma, è una cosa che toccano tutti. Quindi su ogni maniglia c'è un chilo di impronte digitali e se l'avessero cercato anche un chilo di DNA sarebbe stato completamente inutile. Il ladro non ha lasciato nessuna traccia. Intanto Mara sta andando in direzione opposta a quella del ladro, cioè verso la camera del padre per chiedere aiuto.
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L'emorragia è prevalentemente interna, e della horta è prevalentemente interna, ma da quella piccola ferita triangolare sta uscendo del sangue venoso. Cosa avrà fatto Mara, secondo voi?
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Io non ero lì, ma sono sicurissimo che abbia fatto una cosa, una cosa, cioè che abbia messo una mano sulla ferita durante quel percorso proprio per tentare di comprimerla, proprio per tentare di chiudere quella fuoriuscita di sangue. E mentre cammina lei è sempre più debole, la pressione scende sempre di più. L'assassino ha preceduto Mara, perciò non ha calpestato il sangue, d'altronde va anche in direzione apposta.
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Mara però adesso sta lasciando proiezioni ematiche abbondanti in corrispondenza degli estacoli, come la porta, anzi le porte.
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E come vi dicevo c'è sangue di lei sul lato interno. e ciò vuol dire che le ha trovate chiuse deve fare delle brevi soste per aprirle a ogni passo è più debole tra una porta e l'altra il sangue ci fa vedere che procede a zig zag quindi barcollando dopo la seconda porta è sempre più debole e cammina rasente il muro di destra per non cadere poi entra in camera del padre dice quella frase e collassa per terra il ladro intanto sta scendendo le scale non ci vede quindi che cosa fa accende la luce al piano di sotto preme sull'interruttore di casa della vicina ma siccome praticamente i due interruttori sono molto vicini e lui sta scendendo velocemente preme il campanello Ecco infatti che la vicina si sente scampanellare praticamente poco prima o quasi in contemporanea con le gride di Mario e nessun vicino dirà ma io non ho suonato, io non ho suonato, io non ho suonato.
49:08
Subito dopo però cosa fa l'assassino?
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Vede che ha premuto l'interruttore sbagliato, preme la luce delle scale, continua a correre. I vicini quando lui si trova già sotto nell'androne...
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Si trovano, infatti, una volta usciti fuori, le luci delle scale accese. L'hai accesa tu? No, l'hai accesa tu? No, l'hai accesa tu? No, l'hai accesa lui, evidentemente. A questo punto abbiamo le gridi di Mario, che ha aperto la porta di casa e riempiono in maniera drammatica, straziante, le scale del condominio.
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Ci si è chiesti, ma com'è possibile che nessuno abbia sentito la chiusura del portone?
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Perché il portone del condominio è uno di quei portoni che, avendo la molla difettosa, quindi sapete, quelli che si ricordano, bam, danno una botta enorme. Quelli che buttano giù mezzo palazzo.
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Io la vedo così.
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Non è che non l'hanno sentito i condomini, perché nessuno si ricorda di averlo sentito.
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Non l'hanno registrato.
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Nel momento in cui il ladro ha aperto la porta, è scappato via e ha lasciato che la porta facesse sbamma, Quello è il momento in cui ci sono le grida di Mario.
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Quindi cos'è accaduto? I condomini hanno sentito queste grida che per loro rappresenta l'elemento primario. Cioè nel buio della notte tu vieni svegliato da delle grida laceranti, drammatiche, di una persona che conosci, che dice hanno ammazzato mia figlia, me l'hanno ammazzata. è una situazione di panico tensione paura sensazione di pericolo tutto quello che ci può stare dentro non è che non hanno sentito il portone sbattere che non l'hanno proprio registrato in memoria perché tutto il loro focus attentivo era sulle grida strazianti non di uno sconosciuto ma del signor mario del terzo piano che conoscevano tutti A questo punto, siccome avrete capito che non credo assolutamente che Mario Calisti sia l'assassino, ma allora come si spiega il fatto che non ci sia sangue sotto le piante dei piedi di Mario Calisti?
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Io lo spiego così.
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Come vi ho detto prima, lei si è portata una mano al petto per comprimere il sanguinamento. Quindi il sangue che cosa ha fatto? Scendo, questo sangue venoso, ha per prima cosa imbrattato, inzuppato il più possibile il reggiseno, ma il reggiseno trattiene poco, non è mica un maglione. Quindi il sangue per gravità ha continuato a colare, e di questo poi se ne troveranno tracce, fino appunto alle gambe, ventre, gambe, eccetera. Ma il primo punto dal quale è scolato è questo, è il gomito.
51:52
Il gomito, adesso lo tengo più alto, Mara l'avrà tenuto sicuramente più basso. Quindi per declivio il sangue che fuoriusciva comunque abbondantemente da questa ferita è gocciolato via dal gomito, ok? Dal gomito.
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E il gomito, non so dirvi se fosse il destro o il sinistro, in ogni caso è a, a seconda che sia destro o sinistro, 10 o 20 centimetri del corpo, il che significa che lei poteva camminare gocciolando lateralmente a 10-20 centimetri e quindi non camminandoci sopra.
52:32
Ecco perché, secondo me, Maracalisti non ha calpestato il suo sangue, non lo ha calpestato perché non poteva calpestarlo, procedendo in questa maniera.
52:42
Quello che è a mio avviso e non soltanto a mio avviso un omicidio d'impeto e non un delitto premeritato non può essere in nessuna maniera attribuito a Mario Calisti per 300.000 motivi, ma purtroppo questa è stata, come avete sentito, la pista che è stata seguita addirittura per due volte. con una gigantesca perdita di tempo. Il ladro non l'ha cercato praticamente nessuno. Mario Calisti era la preda più facile che si poteva avere sotto mano, era quello che più facilmente si poteva perseguire perché era lì dentro nel momento in cui avveniva.
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Il ladro non è mai stato cercato, diciamolo chiaramente, è impossibile dimostrare che un ladro sia entrato. La mia resta una supposizione perché è completamente indimostrabile, vero è anche, che però quel ladro non è stato assolutamente cercato. Sarebbe stato certo difficile risalire a lui, però non ci hanno nemmeno provato. Ecco quello che io credo sia avvenuto in quei venti passi in quella notte di luglio Todi.
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Io vi ringrazio per avermi seguito anche questa volta e come sempre vi do appuntamento alla prossima settimana.
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Apri Netflix, scrolli e alla fine non guardi niente. Bene, allora questo messaggio è per te. Non preoccuparti perché a salvarti arrivano Federico, Aldo e Fabrizio. Tre amici in triangoli d'Europa che da quasi cinque anni fanno una cosa sola. Divorare film e serie tv per dirvi cosa vale davvero il vostro tempo.
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